Ristorante Dolce Stil Novo

Reggia di Venaria Reale
piazza della Repubblica, 4 - Venaria Reale (Torino)
tel. + 39 011 4992343
info@dolcestilnovo.com
Accesso dalla Corte d'onore della Reggia.  

Ristorante di Alta cucina.
Aperto dal martedì sera alla domenica a pranzo (per il pranzo è necessaria la prenotazione).

Il Ristorante Dolce Stil Novo alla Reggia

La Reggia di Venaria ospita uno dei più noti ristoranti d'Italia: il Dolce Stil Novo, da anni ai vertici delle guide gastronomiche e segnalato con una stella dalla prestigiosa guida Michelin. A dirigerlo e a curarne la cucina il suo chef patron, Alfredo Russo, talento indiscusso dell'alta ristorazione in Italia e all'estero.

L'apertura del ristorante si pone come un'altra tappa nel percorso di rinascita della Venaria, assumendo la strategica funzione di punto d'incontro ideale tra la cultura e l'arte della tavola, simboleggiando inoltre la grande tradizione dei banchetti a palazzo. Nella "nuova" Reggia, il Dolce Stil Novo è il luogo deputato all'accoglienza e all'alta ristorazione, e ospita sia i visitatori delle mostre e esposizioni, sia i clienti esterni, facendo vivere a tutti l'esperienza di una "cucina da Re".

Il ristorante è posizionato all'ultimo piano del Torrione di sud-est progettato da Michelangelo Garove secondo il modello francese del padillon- système , nelle stesse sale che, tre secoli fa, erano gli appartamenti delle "Fame", cioè delle dame di corte al seguito delle principesse sabaude. Dopo un accurato restauro a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte, diretta da Francesco Pernice, gli ambienti sono stati riallestiti dagli architetti Max e Lella Vignelli , che hanno tenuto conto dell'eccezionalità del luogo, sia dal punto di vista storico che artistico. Il concept, sviluppato dagli architetti Carlo e Aurora Fucini , è ispirato a un Settecento "timeless", cioè senza tempo, trascendente i secoli e che arriva a noi attualizzato grazie ad uno stile puro ed essenziale nelle linee, che con evocazioni stilistiche e cenni colti allude al neoclassicismo del XVIII secolo.

A fare da ideale rimando a tutto questo, la cucina di Alfredo Russo: una filosofia innovativa e personale, ma con profonde radici nella tradizione italiana, che viene riproposta dallo chef in piatti e accostamenti capaci di evocare una sorta di memoria collettiva del gusto, a modo della madeleine proustiana. Parimenti, anche il tipo di accoglienza e di atmosfera del ristorante: il cliente avrà la consapevolezza di trovarsi in un luogo d'eccezione, tuttavia non se ne sentirà intimorito, ma lo percepirà quale luogo di benessere dove poter provare un'esperienza eccezionale, come un unicum gastronomico e culturale, legato alla straordinarietà del contesto e della cucina.

Con questo nuovo gioiello La Venaria Reale rafforza la sua identità di luogo di cultura e di loisir, dove tutto predispone al sogno e al bello: i giardini infiniti, le architetture maestose, le collezioni e le esposizioni .fino al gusto delle straordinarie creazioni culinarie di Alfredo Russo.

Il progetto

Progetto: Massimo e Lella Vignelli con Carlo e Aurora Fucini

«Fuggire la seduzione del lusso ma anche del conformismo rassicurante, un po' borghese, per ricreare una nuova sobria regalità».

Sta in questo paradigma, sospeso tra modernità ed eleganza senza tempo, il pensiero che anima il progetto di uno dei luoghi più prestigiosi della Reggia. L'ultimo piano del Torrione Est, con il grande terrazzo che culmina nel belvedere alfieriano; oggi finalmente ristorante panoramico, luogo di incontro, di intrattenimento, di convivialità. Epilogo da tempo atteso di un recupero complesso e ancora una volta sorprendente.

Superata la cancellata che separa piazza della Repubblica dalla Corte d'onore della Reggia, un antro illuminato da una luce intensa e glaciale, dietro una minuscola porta, ci invita ad entrare nel Dolce Stil Novo , il nome lo leggiamo scavato nella lunga maniglia in ferro. Qui un ascensore ci conduce all'ultimo piano del torrione garoviano di levante. Non appena lo scorrevole d'acciaio si riapre ci troviamo catapultati in uno spazio che ci appare subito del tutto insolito se pensiamo da dove siamo partiti, poco più in basso, e forse dove pensavamo di recarci, in una Reggia sabauda per l'appunto.

Una distesa di marmo verdescuro, lucido; divani in pelle dorata dal disegno essenziale; un tavolo rotondo in cristallo al centro della sala, oggetti inaspettati anche perché stranamente familiari, quasi tutti disegnati tra gli anni settanta e ottanta dai Vignelli, ormai patrimonio storico del design. I partners, in tal senso, sono di tutto riguardo: Poltrona Frau, Acerbis, Knoll. Un po' spiazzati cerchiamo nella memoria i riferimenti a cui aggrapparci, avvolti in questa atmosfera che mescola modernismo italiano, minimalismo d'oltre oceano ed eleganza senza tempo da international style . E procedendo la musica non cambia. L'allestimento dei magnifici ambienti è a dir poco essenziale, tre sale uguali a pianta quadrata, una in fila all'altra, chiuse da volte a padiglione e affacciate verso la Corte d'onore della Reggia attraverso le molte finestre. Le pareti sono completamente rivestite in raso ad impreziosire la scatola, per nulla diversa da quella in cui da sempre si usa conservare i gioielli.

Distribuiti nelle sale, in modo ovviamente regolare, tavoli in marmo, ancora verde ma più tenue; tutti rotondi in una sala e tutti quadrati nell'altra, gli uni e gli altri sospesi su basi di un argento lucidissimo su cui tutto ciò che c'è intorno si specchia producendo un effetto di smaterializzazione. L'ossessione del verde si compie con le seggiole imbottite in pelle verde inglese, classicissime, queste disegnate da Mies Van der Rhoe.

Durante il giorno la luce del sole invade letteralmente le sale e, attraverso vaporosi tendaggi sparge oro dovunque regalando anche per il pranzo un'esperienza da non perdere. Per le serate invece un sofisticato sistema di illuminazione curato dai Fucini, che hanno diretto i lavori, miscela luce diffusa, effetti scenografici e d'ambiente, soprattutto finalizzati alla valorizzazione delle creazioni dello Chef. Il piano panoramico offre ancora numerose sorprese. Da qui si ammira la ritrovata Fontana del Cervo ravvivata dallo spettacolo dei cento zampilli colorati. Cosa fare del prestigioso terrazzo? E cosa potrà accadere dentro al Belvedere alfieriano, illuminato come una grande lanterna nella notte venariese? C'è ancora tempo e modo per stupirci.

Lo chef: Alfredo Russo

Nato nel 1968 a Torino, Alfredo Russo scopre la passione per la cucina a soli 13 anni: il suo percorso inizia con la scuola alberghiera, poi la gavetta in tre ristoranti piemontesi stellati Michelin. Alla fine del '90 inizia con la moglie Stefania l'avventura in proprio al Dolce Stil Novo di Ciriè (Torino), conquistando la 'sua' stella dopo tre soli anni. 

Miglior giovane cuoco del 2004 per la Guida dell'Espresso, in questi anni la sua professionalità è andata acquistando sempre maggiori riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, facendo parlare riviste e magazines italiani e stranieri dedicati al food. In questi anni, oltre a curare la cucina del Dolce Stil Novo, diviene consulente per i ristoranti di grandi catene alberghiere in Asia e di navi da crociera.
Tra i numerosi eventi curati, oltre a importanti cene di gala, come quella per il Cio in occasione della candidatura di Torino a sede delle Olimpiadi Invernali del 2006, e quella alla sede Unesco di Parigi per la presentazione di Torino Capitale del Libro con Roma, insieme ai colleghi top chef piemontesi cura l'intera proposta gastronomica del P food & wine, lo spazio hospitality della Regione Piemonte durante i Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, e sempre insieme a loro nel 2007 , è al Palazzo di Vetro dell'Onu per presentare ad ambasciatori e delegati delle Nazioni Unite la gastronomia e l'alta ristorazione piemontese.

A cavallo fra il 2007 e 2008, è invitato come relatore a Lo Mejor de la gastronomia e a Madrid fusion, due fra i più importanti convegni mondiali dedicati all'alta cucina, ed è il protagonista del programma televisivo Krav Sakkinim (Battaglia dei Coltelli) sul canale nazionale israeliano Channel 10. Nello stesso periodo viene pubblicato da Accolade il suo primo libro, Da Idea , mentre uscirà nei prossimi mesi per Gribaudo il volume dedicato all'utilizzo del miele nelle ricette dolci e salate.

La cucina di Alfredo è caratterizzata dall'innovazione della tradizione, della "variazione sul tema" di ricette classiche della cucina piemontese e italiana.
Partendo da una rigorosissima cura delle materie prime, lo chef gioca sulle consistenze e sulle forme, creando ricette e piatti che generano un'attitudine inconfondibile alla sorpresa. Una cucina creativa 'classica', che lui stesso definisce New Italian Style , e che coniuga la continua ricerca al rigore pulito della semplicità. Con un pizzico di divertimento e ironia gourmand che sembra strizzare l'occhio, complice, al cliente, accompagnandolo in un felice e indimenticabile viaggio attraverso il gusto.

Architetti e designers: Max e Lella Vignelli, Carlo e Aurora Fucini

Massimo Vignelli (Milano 1931) e Lella Vignelli (Udine 1934) architetti di fama internazionale, dopo le iniziali esperienze come designers prima in Italia e poi negli Stati Uniti, nel 1960 aprono a Milano lo studio Vignelli Design e Architettura. Nel 1965 Massimo diviene cofondatore dell'Unimark International Corporation con sede a Chicago, società che nel giro di pochi anni avrà undici uffici in tutto il mondo e lascerà un segno profondo nello sviluppo del design. Nel 1971 Massimo e Lella si trasferiscono a New York e fondano la Vignelli Associates. La loro attività copre tutto il campo del design: programmi di immagine coordinata, editoria, segnaletica, packaging, allestimenti di mostre, showrooms e interni, mobili, oggetti, argenti, gioielli e indumenti. I progetti di Massimo e Lella Vignelli insigniti di prestigiosi premi e riconoscimenti, sono ampiamente pubblicati negli Stati Uniti e in Europa. Nel 2006 sono stati incaricati di redigere il design concept degli interventi di arredo per la Reggia di Venaria Reale, ingressi, accoglienza, bookshop e gli ambienti destinati al ristorante panoramico.

Carlo Fucini (Padova 1960) e Aurora Ferrero (Torino 1968) architetti e designers; lavorano insieme dal 2001 con Studio a Torino e Roma. Hanno da sempre dedicato particolare attenzione al settore del design, alla progettazione di strutture e allestimenti per committenti pubblici e privati, al recupero funzionale di edifici storici, prevalentemente nell'ambito dei beni culturali. Carlo ha sviluppato autonomamente numerosi progetti affiancando architetti di levatura internazionale fra i quali Piano, Mendini e Vignelli. A Torino ha progettato La Casa del Teatro Ragazzi, il Centro per Scambi Culturali Camplus del Lingotto e diretto altri interventi per la valorizzazione di palazzi storici (Curia Maxima, Palazzo Civico). Ha disegnato buona parte delle opere interne della Stazione Termini di Roma e lavorato al progetto della nuova sede dell'Istituto Luce nel comprensorio di Cinecittà. Tra il 2002 e il 2006 è stato coordinatore delle attività tecniche di Back Office nell'ambito del progetto di Restauro e Valorizzazione della Venaria Reale e delle Residenze Sabaude ed ha realizzato con Aurora numerosi progetti di architettura e arredo per la Reggia e i Giardini.

Foto dei piatti tratte da: Da Idea. La cucina di Alfredo Russo, 2007 Accolade, Torino