Scuderie Juvarriane
Le Scuderie Juvarriane: la Citroniera e la Scuderia Grande
Il restauro della Citroniera (l’antica serra creata per il ricovero degli agrumi) e della Scuderia Grande ha arricchito la Reggia di due nuovi imponenti spazi espositivi: si tratta di un intervento complesso su opere di grande pregio architettonico realizzate dal 1722 al 1727 da Filippo Juvarra che, con i loro 5.000 metri quadri totali di superficie, oltre 140 metri di lunghezza per quasi 15 di larghezza ed altrettanti di altezza ognuna, rappresentano il nuovo polo culturale del complesso della Reggia di Venaria adibito per grandi eventi e mostre.
La Scuderia Grande poteva contenere 160 cavalli: dei box lignei -oggi scomparsi- restano i precisi disegni realizzati dai mastri minusieri. Le amplissime dimensioni di questo ambiente, maggiori di qualsiasi altra scuderia di residenza reale presente in Piemonte (confrontabili con quelle realizzate da Jean Auber nel 1719 a Chantilly, per il Gran Condé), rivela non solo l'importanza del cavallo nella grande coreografia delle cacce reali, ma anche l'ambizione della committenza.
La spesa della loro costruzione supera i preventivi, tanto che gli impresari incaricati dell'opera se ne lamentano, magnificando comunque il complesso: "Ci hanno fatto fare una fabbrica di una alzata straordinaria (...) fabbrica piuttosto di un magnifico tempio che di una scuderia e citroniera". Quest'ultima, usata per riporre d'inverno le piante d'agrumi ornamentali, emerge come quinta scenografica del Giardino a Fiori e il suo ingresso principale s'attesta su uno dei viali più lunghi: l'Allea Reale. All'interno appare come un'enorme serra, con finestre aperte verso Sud, per ottenere il massimo sole.
La Citroniera
Provenendo dal giardino, si accede alla sterminata navata interna della Citroniera, ambiente di grande ricchezza di luci e decorazioni.
Lo spazio interno, oltre che imponente per dimensioni, era anche stato concepito in termini di grande ricchezza chiaroscurale e plastica: le pareti laterali sono scavate da nicchie che con la loro scansione imprimono un forte dinamismo all'involucro, risultando caratterizzate a sud dalla grande luminosità delle aperture ad arco sormontate da oculi (per accogliere il massimo di luce e calore d'inverno) e a nord dalla replica dei serramenti in trompe l'oeil sul muro di separazione dalla scuderia.
Juvarra aveva previsto un ricchissimo corredo a stucco per lesene, nicchie, volte e aperture, tale da competere con la Galleria Grande: tale corredo fu però realizzato solo in forma ridotta e scomparve nel corso del XIX secolo.
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