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Centro Conservazione e Restauro

Nei circa 8.000 mq delle ex scuderie della Reggia è attivo dal 2005 il Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Cultruali "La Venaria Reale", terzo polo nazionale del restauro insieme a quelli di Roma e Firenze. 

Per restaurare le ex scuderie la Regione Piemonte ha investito, tra fondi propri e fondi europei, oltre 13 milioni di euro. Ulteriori 400.000 euro, ottenuti dal Ministero dell'Economia (fondi CIPE), sono stati spesi per l'acquisto delle attrezzature e degli arredi. Inoltre, la Regione Piemonte ha acquistato con proprie risorse, per un importo di circa 500.000 euro, l'attiguo ex Galoppatoio La Marmora, che sarà ristrutturato e successivamente assegnato al Centro come laboratorio delle pietre e dei metalli.

Il Centro è retto da una Fondazione senza fini di lucro, voluta dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, dalla Regione Piemonte, dall'Università degli Studi di Torino, dalla Fondazione per l'Arte della Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. A questi cinque fondatori si sono aggiunti successivamente: il Politecnico di Torino, la Provincia e il Comune di Torino e il Comune di Venaria Reale.

Il Centro ospita un laboratorio per il restauro, articolato in più sezioni, dove si svolgono restauri ed interventi di conservazione a vantaggio sia dei fondatori del Centro che di altri soggetti, pubblici e privati, e cinque gabinetti scientifici destinati ad attività diagnostiche su manufatti e ambienti, assistenza tecnico-scientifica alle problematiche di conservazione e restauro.

Presso il Centro è attiva una Scuola di Alta Formazione e Studio che ha funzione di organizzare e svolgere attività di carattere teorico e pratico per la formazione dei restauratori nell'ambito della formazione universitaria e professionale.

La Scuola ha avviato il primo corso di laurea per la formazione dei restauratori di beni culturali e collabora con l'Istituto Centrale del Restauro, l'Opificio delle Pietre dure di Firenze, nonché con l'Istituto Centrale per la Patologia del Libro.

Il Centro si presenta come un soggetto propulsore di ricerca, formazione, occupazione e reddito nel campo della manutenzione e conservazione del patrimonio culturale ed ambientale, non solo italiano, ma a livello internazionale.

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