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Piazza ad esedra

I grandiosi ampliamenti settecenteschi della Reggia di Venaria, operati dagli architetti Michelangelo Garove prima e Filippo Juvarra poi, comportarono una discordanza volumetrica del complesso sabaudo rispetto al seicentesco borgo cittadino, progettato da Amedeo di Castellamonte, che risultava così "fuori scala" rispetto alla Reggia stessa.

Tale squilibrio risulta tuttora evidente soprattutto nella Piazza ad Esedra (l’attuale Piazza della Repubblica) in faccia alla Torre dell’Orologio: nel corso del Settecento con l’edificazione della Cappella di S. Uberto e la progettazione di una quinta scenografica posta simmetricamente di fronte ad essa, era stata in effetti prevista anche la demolizione dell’esedra stessa per la creazione di un unico vasto cortile d’onore.

Vicissitudini e contingenze storiche di vario tipo impedirono però la concretizzazione completa del progetto: da ciò ha origine la scarsa visibilità della Cappella di S. Uberto dalla piazza nonché la più generale asimmetria d’impatto di tutto l’ex complesso sabaudo.

La semiesedra attigua alla Chiesa è di epoca seicentesca ed è dunque originale, mentre l’altra manica opposta ad essa, denominata un tempo "Mandria Vecchia", è stata ricostruita nelle seconda metà del Novecento, dopo che fu sede di caserma militare per tutto l’Ottocento.

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