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Ceronda

Il Ceronda e le Reali Cacce

La tradizione venatoria della Venaria Reale è legata alle caratteristiche del territorio particolarmente ricco di acque (grazie alla presenza del torrente Ceronda) e di boschi, ideali habitat per la selvaggina, e risale a molto prima della seconda metà del Seicento, quando cioè fu realizzata la città stessa: sono infatti del 1584 notizie comprovate circa alcune prescrizioni dei duchi di Savoia relative alla Comunità di Altessano Superiore (così era denominato il borgo in precedenza) che veniva esentata da "carichi militari e gabelle" proprio in considerazione delle ricorrenti battute di caccia che qui la corte sabauda praticava.

I danni sul territorio che tali battute comportavano e le generiche attività di supporto alle cacce che la Comunità di Altessano Superiore doveva assicurare al duca, erano le ragioni di queste concessioni straordinarie da parte del sovrano, riconfermate nel corso degli anni fino alla stipula nel 1632 di una vera e propria Convenzione con la stessa Comunità che definiva i servigi degli altessanesi nelle occasioni venatorie, e precisava le esenzioni fiscali che la Comunità poteva beneficiare in virtù di tali operazioni.

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