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Il Giardino di Penone

Il Giardino delle Sculture Fluide di Giuseppe Penone

La particolare conformazione del Parco Basso della Venaria e la storia plurisecolare che si è venuta sedimentando nel corso dei secoli sono stati i riferimenti più immediati con cui Giuseppe Penone ha affrontato la specifica committenza. Egli ha avuto a disposizione un’area di circa cinque ettari suddivisa in riquadri precisi e situata a fianco della Reggia.
L’antico livello del Parco Basso distrutto all’inizio del Settecento è stato ricostruito per ospitare, al di sotto, le centrali tecnologiche della Reggia. Occorreva tuttavia, e questo è certamente l’aspetto di maggiore originalità che i Giardini della Venaria propongono, restituire complessità a quegli ambiti del giardino seicentesco un tempo caratterizzati dall’intreccio della componente vegetale con un ricco apparato di sculture e di giochi d’acqua andati completamente perduti.
La scelta di conservare lo schema castellamontiano per le riquadrature del terreno che suddividono in una decina di sottoaree il Parco Basso permette alle opere ideate dall’artista di ricevere una spaziatura che cadenza e offre pause visive nel percorso di scoperta del progetto complessivo.
Le opere si inseriscono nel Giardino come nelle stanze di un museo, immaginando gli spazi cadenzati da riquadri precisi entro i quali sono collocate le opere come sale espositive delimitate da file di tigli e di betulle con sullo sfondo le architetture del Castellamonte e in lontananza le cime delle Alpi. Nel suo insieme il Parco Basso è la manifestazione del connubio tra la storia antica e la sensibilità contemporanea, sottolineato dall’intreccio dei materiali più tipici del fare artistico con gli elementi naturali.

L’attenzione agli elementi naturali, il concetto di integrazione della scultura nella natura e il mutamento delle materie nello scorrere del tempo, sono idee che alimentano l’elaborazione de Il giardino delle sculture fluide.

Non è la prima volta che l’artista progetta installazioni ambientali di carattere permanente. Per il famoso giardino storico francese, le Tuileries di Parigi, egli ha avuto a disposizione dei riquadri, dei bosquets e ha realizzato un giardino anche a Torino, sul Passante Ferroviario, un progetto basato sulla vegetazione che si dirama seguendo una biforcazione in forma di albero.

«La struttura dei fluidi è analoga in ogni elemento. Un corso d’acqua, un albero nella sua crescita e un sentiero hanno forme simili», scrive Penone in merito all’opera intitolata “Albero Giardino”, ideata per il Passante Ferroviario nel 2000. In questo lavoro all’aperto, l’azione umana, la cultura quindi, comparata alla forza degli elementi naturali, è espressa nella progettazione di un sentiero tracciato dalla vegetazione che in pianta disegna lo sviluppo di un albero.

Anche nel Parco Basso della Reggia di Venaria, Penone prosegue nel dialogo con gli elementi della natura attraverso le sue sculture poetiche e innovative. Egli ha riallestito il tratto dei Giardini che si estende tra il muro castellamontiano e la Peschiera con opere ambientali dove gli elementi vegetali - alberi, siepi, tronchi - e i materiali più tipici del fare artistico - il bronzo, la pietra e il marmo - si fondono armoniosamente in un ritmo vivace che accompagna il visitatore portandolo a scoprire la bellezza della natura e dell’arte e l’affascinante dialogo tra antico e contemporaneo.

In luogo delle vasche e dei compartimenti ornamentali del Giardino seicentesco, ma in relazione al loro ritmo e dimensionamento, l’artista, dopo due anni di progettazione, ha definito le linee de Il giardino delle sculture fluide (2003 – 2007), un insieme di installazioni e sculture per il Parco Basso della Reggia. Il percorso, scandito attualmente da undici opere, propone una originale reinterpretazione del giardino barocco. Fra le installazioni che lo compongono vi sono Tra scorza e scorza, due monumentali cortecce in bronzo che racchiudono un grande albero, Disegno d’acqua, uno specchio d’acqua dove appare e scompare un’impronta digitale. Poco distante, la grande installazione Pelle di marmo, una superficie di quattrocento metri quadri di estensione composta da lastre di marmo bianco venato in dialogo ravvicinato con la scultura Anatomia, le cui venature rievocano il fluire degli elementi naturali. Il complesso percorso trova i suoi snodi fondamentali nelle due imponenti opere Direzione “verso la luce” e Direzione “verso il centro della terra”. La prima è costituita da un albero monumentale in bronzo mentre la seconda, posta al termine del giardino, è rovesciata, puntando verso il centro della terra.

L’artista ha potuto progettare e realizzare un giardino concepito come un’opera totale grazie ad un’inedita collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte, fatto che ha permesso di affrontare un intervento globale coinvolgendo tutto il Parco Basso della Venaria.

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