Teatro d’Acqua della Fontana del Cervo

Spettacolo della Fontana del Cervo con bambini - Foto di Fabio Fondacaro

Il Teatro d’Acqua della Fontana del Cervo nella Corte d'onore

La Corte d’onore accoglie il pubblico in tutta la sua magnificenza di luogo aulico di rappresentanza. Da qui è possibile uno sguardo di insieme che consente di percepire una delle peculiarità della Venaria: quella di essere un complesso straordinario anche per le differenti fasi storiche che evoca, visibilmente intersecate tra loro in quanto frutto di radicali cambiamenti architettonici attuati dagli architetti Michelangelo Garove, Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri, i quali seguirono Amedeo di Castellamonte nella progettazione dell’ampliamento della Reggia.

La vasta area compresa tra la Torre dell’Orologio e la Reggia di Diana era nel Seicento occupata da due cortili. Del perimetro del primo, allora adibito per rimessa delle carrozze, rimangono solo due corpi fabbricati: la manica porticata su cui si erge la Torre dell’Orologio e l’edificio sulla sua destra, il Castelvecchio, già preesistente alla Reggia; nel secondo, il cosiddetto Gran Cortile, sorgeva la Fontana del Cervo con un ricco apparato marmoreo raffigurante dodici cani e quattro cacciatori sorpresi nell’atto di inseguire il cervo bronzeo.

Tutto l’insieme venne ripensato a cominciare dal Settecento per creare un’unica Corte d’onore: le antiche scuderie lasciarono spazio alla Galleria Grande ed ai due padiglioni posti alle sue estremità, mentre furono smantellate la manica che separava le due corti e la stessa Fontana del Cervo.

Oggi la Fontana rivive come citazione storica dell’antico sito di cui rimangono le fondamenta e parte delle decorazioni; è stata inserita in una nuova grandiosa ellisse di 120 metri, che recupera così il baricentro della Corte.

Il Teatro d’Acqua, con i suoi 100 ugelli d’acqua (alti fino a 12 metri), proiettori colorati e condotti di vapore, costituisce una delle più scenografiche e suggestive fontane del mondo.