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Reggia di Venaria Reale Reggia di Venaria Reale

Conversazioni a Corte 2010

Cristianesimo e Occidente. Dialoghi e confronti fra storia e arte

Onore, merito e uguaglianza: valori e idee della modernità

venerdì 23 aprile - ore 18
Citroniera della Reggia di Venaria

 

Venerdì 23 aprile, alle ore 18, La Venaria Reale presenta il terzo appuntamento del ciclo di Conversazioni a Corte, quest’anno incentrato su Cristianesimo e Occidente. Dialoghi e confronti fra storia e arte, in programma tutti i venerdì, fino al 21 maggio 2010 nell’imponente scenario della Citroniera juvarriana appena restaurata (ingresso consentito con il biglietto della Reggia o delle mostre in corso alla Venaria Reale).

Nella conversazione di venerdì Franco Angiolini e Paolo Cozzo, docenti delle università di Pisa e Torino insieme ad Andrea Merlotti, responsabile dell’Ufficio Studi della Reggia di Venaria converseranno sul tema Onore, merito e uguaglianza: valori e idee della modernità. A moderare l’incontro Walter Barberis, docente di Storia Moderna all’Università di Torino.

Merito e uguaglianza sono concetti centrali nella formazione della modernità. Se il medioevo e la prima età moderna erano stati dominati dal concetto d’onore, l’Europa del Seicento vide crescere l’importanza del concetto di merito. Lo Stato Pontificio per primo affidò ai propri ordini cavallereschi il compito di premiare coloro che si fossero distinti in campo artistico e culturale. Luigi XIV nel 1693 fece dell’Ordine di san Michele il primo ordine al merito civile e creò l’Ordine di san Luigi, il primo ordine al merito militare. Nel Settecento quasi tutti i sovrani europei crearono ordini al merito.

Merito ed uguaglianza sono concetti che hanno certo salde radici nella cultura cristiana ma, nello stesso tempo, sono stati studiati e reinterpretati dai sistemi filosofici e politici che dal Seicento in poi hanno cercato di dar un senso nuovo al mondo che si stava sempre più laicizzando.

Una conversazione sui grandi valori dell’Europa moderna durante la quale i relatori non mancheranno di riflettere sullo spazio dato dal merito sul senso dell’eguaglianza nell’Italia contemporanea.

Qualche breve cenno biografico dei relatori:

Franco Angiolini (1946) Professore di storia moderna presso l’Università Statale di Pisa, è autore di numerosi studi sulla Toscana medicea e lorenese e sulla storia degli ordini cavallereschi italiani in età moderna, fra cui il volume I cavalieri e il principe. L’Ordine di Santo Stefano e la società toscana in età moderna (1996).

Walter Barberis (1950) Dottore di ricerca in Histoire et civilisation presso l’école des Hautes édutes en Sciences Sociales di Parigi, è docente di Storia moderna e metodologia della ricerca storica presso la Facoltà di Scienze delle Formazione dell'Università di Torino. Ha pubblicato numerosi studi sulla cultura nobiliare, sulle tradizioni militari in Antico regime e sulla formazione delle classi dirigenti in età moderna, fra cui Le armi del Principe. La tradizione militare sabauda (Torino,1988 e 2003). Ha curato la Storia d'Europa Einaudi, Il libro del Cortegiano di Baldesar Castiglione (Torino, 1998) e I Savoia (Torino, 2007). Ha pubblicato il saggio Il bisogno di patria (Torino, 2004). È stato fra i curatori della mostra La Reggia di Venaria e i Savoia, nel 2007. Attualmente fa parte del Comitato dei garanti di Italia150 e, insieme a Giovanni De Luna, è una dei curatori della mostra Fare gli italiani che si terràa Torino nel 2011.

Paolo Cozzo (1972) dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in studi storici presso l’Università di Trento ed esser stato borsista presso l’Istituto di studi italo-germanici di Trento, dal 2007 è docente di Storia della Chiesa presso l’Università di Torino. È autore di numerosi studi sulla storia del rapporto fra Stato e Chiesa nei dominii sabaudi, fra cui i volumi Regina Montis Regalis. Il santuario di Mondovì da devozione locale a tempio sabaudo (Roma, Viella, 2002) e La geografia celeste dei duchi di Savoia. Religione, devozione e sacralità in uno Stato d’età moderna. Secoli XVI-XVII (Bologna, il Mulino, 2006). Insieme a Filippo De Pieri e Andrea Merlotti ha curato il volume Valdesi e protestanti a Torino (XVIII-XX secolo)(Torino, Zamorani, 2005). È membro del comitato di redazione della «Rivista della Società di studi valdesi». Dal 2004 è sindaco del comune di San Secondo di Pinerolo.

Andrea Merlotti (1968) Dottore di ricerca in Storia della società europea presso l’Università di Torino è attualmente responsabile dell’Ufficio studi della Reggia di Venaria. Si occupa di storia della nobiltà e dei ceti dirigenti italiani in età moderna, cui ha dedicato numerosi studi fra cui il volume L’enigma delle nobiltà. Stato e ceti dirigenti nel Piemonte del Settecento (2000). È stato fra i curatori della mostra La Reggia di Venaria e i Savoia. Arti, guerre e magnificenza, che ha inaugurato la residenza di Venaria nell’ottobre 2007. Insieme ad Alessandro Barbero ha curato la mostra Cavalieri. Dai Templari a Napoleone, in corso alla Reggia di Venaria. È docente a contratto presso l’Università della Valle d’Aosta.

Le Conversazioni a Corte proseguiranno fino al 21 maggio, ogni venerdì, alle ore 18, nella Citroniera Juvarriana, comprese nel biglietto di ingresso alla Reggia o alle mostre in corso.

Tratto distintivo e caratterizzante delle Conversazioni è quello proprio della “civiltà della conversazione” che in modo accattivante e divulgativo, come in un salotto d’antico regime, coinvolgerà su temi anche di attualità studiosi ed esperti affiancati da giornalisti, scrittori, politici e protagonisti del mondo della cultura.

Il tema conduttore di questo nuovo ciclo è il rapporto fra Cristianesimo e Occidente che negli ultimi anni ha suscitato ampie discussioni sia nel mondo culturale sia in quello politico. La scelta è strettamente connessa alle due mostre in corso alla Reggia: Cavalieri. Dai Templari a Napoleone e Gesù. Il corpo, il volto nell’arte. Nella prima mostra, infatti, la storia degli ordini cavallereschi permette di affrontare sia il delicato rapporto fra Cristianesimo e guerra sviluppatosi nel medioevo, dopo secoli in cui i seguaci di Gesù avevano espresso una linea tendenzialmente pacifista, sia il ruolo del pensiero cattolico nell’affermarsi del concetto di merito, divenuto poi uno dei pilastri della modernità occidentale. Nella mostra Gesù. Il corpo, il volto nell’arte, invece, l’analisi della raffigurazione di Cristo dall’epoca paleocristiana fino al Barocco è occasione per una riflessione, da un punto di vista antropologico, storico e storico-artistico oltre che teologico, sull’influsso del Cristianesimo sul concetto occidentale di “persona umana”.

 

Conversazioni a Corte 2010
Cristianesimo e Occidente. Dialoghi e confronti fra storia e arte
Citroniera della Reggia di Venaria


sabato 8 maggio

L’immagine di Gesù nella storia del cinema

Mons. Timothy Verdon
Mons. Giuseppe Ghiberti
Tommaso Subini
Don Dario Viganò
Moderatore: Alberto Barbera

Sin dall’inizio, l’arte cinematografica ha voluto affrontare il maggiore tema dell’arte pittorica e scultorea del passato, la vita di Gesù Cristo. E in quasi tutti i film che ne raccontano, ritroviamo puntualmente allusioni visive – tipologie umane, pose singole e composizioni di gruppo, inquadramenti e zoom drammatici – evocanti la grande tradizione iconografica del Rinascimento e del Barocco. D’altro canto, quando torniamo a studiare l’arte del passato, scopriamo che tra gli obiettivi dei pittori e scultori sovente c’era proprio quello di creare un moving picture: un’immagine che sembrava muoversi e che inoltre commoveva lo spettatore. Basti pensare ai crocifissi tardo medievali con braccia mobili, che si potevano abbassare per la ‘deposizione’ del Venerdì Santo, o più ancora ai Sacri Monti piemontesi e lombardi, con le loro centinaia di veristiche figure di grandezza naturale sistemate come in un kolossal hollywoodiano. Questa ‘conversazione’ vuole quindi riflettere su l’uno e l’altro fenomeno, chiedendo il senso dei fili comuni - i rapporti dell’arte visiva antica con il teatro sacro, e quelli del cinema moderno non solo con l’arte del passato - ma anche con la liturgia.


venerdì 14 maggio

Il corpo di Gesù: bellezza fisica e attrazione spirituale

Mons. Timothy Verdon
Lucetta Scaraffia
Sergio Givone
Moderatore: Silvia Ghisotti

La bellezza fisica che gli artisti attribuiscono a Gesù invita riflessione. Il fascino virile del suo corpo crocifisso e l’attrattiva del volto sofferente, sorprendenti in immagini fatte per gli altari, sembrano insistere che la ‘passione’ di Cristo è anche quella dello sposo—appellativo, questo, che il Nuovo Testamento infatti associa spesso a Gesù. Nella stessa ottica, la liturgia della Chiesa indirizza a lui l’antico epitalamio regale: “Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo, sulle tue labbra è diffusa la grazia, ti ha benedetto Dio per sempre” (Sal 45[44],3), leggendo in rapporto a lui l’ideale maschile sviluppato nel Cantico dei Cantici, dove la protagonista femminile, descrivendo l’amato sposo alle amiche, dice: “Il mio diletto è bianco e vermiglio, riconoscibile tra mille e mille. Il suo capo è oro, oro puro, i suoi riccioli grappoli di palma, neri come il corvo. I suoi occhi come colombe su ruscelli d’acqua […]” (Ct 5,10-12.16). La bellezza fisica di Gesù ha particolare interesse in opere che descrivono i suoi rapporti con le donne—con la samaritana ad esempio, con l’adultera o con la Maddalena. La ‘conversazione’ di stasera riflette perciò sui temi della corporeità e dell’attrazione fisica oltre che spirituale che la tradizione cristiana ha vista in Gesù Cristo.


venerdì 21 maggio

Torino e la Sindone: un bilancio

Card. Severino Poletto
Sergio Chiamparino
Alberto Vanelli
Moderatore: Orlando Perera

 

INFO:

Tel.: +39 011 4992333

Fotografie: La Venaria Reale - schede di presentazione

Scorcio della Reggia di Venaria Reale Scorcio della Reggia di Venaria Reale