MOSTRE ED EVENTI - MOSTRE

 

Ripopolare la Reggia Ripopolare la Reggia - La Duchessa

 

Peter Greenaway Il regista Peter Greenaway alla Reggia di Venaria
Progetto La Venaria Reale

Peter Greenaway

Nasce a Newport, nel Galles, il 5 aprile 1942. Studia cinema e pittura alla Walthamstow School of Art, e dopo i primi esperimenti artistici, organizza nel 1964 la prima mostra di quadri dal titolo emblematico Eisenstein at the Winter Palace. Negli anni ’70 lavora come montatore di documentari, continua a dipingere, scrive racconti, ma è con i cortometraggi che ottiene i primi riconoscimenti. Sul finire degli anni ’70, realizza una trilogia di film che può essere considerata il manifesto del suo cinema sperimentale e non narrativo: A Walk Through H, Vertical Features Remake e The Falls. In tutti e tre, i confini tra cinema e pittura diventano labili. Il primo, in particolare, non è altro che un suo racconto illustrato dalle riprese di 92 suoi quadri e disegni. Nel 1982 presenta il primo lungometraggio a soggetto, I misteri del giardino di Compton House alla Mostra del Cinema di Venezia, e ottiene un successo strepitoso che lo fa conoscere alla critica e al grande pubblico.

Il cinema, per Greenaway è l’erede privilegiato della tradizione pittorica e per questo nei film successivi la tendenza a includere riferimenti artistici viene ancora più accentuata, tanto che Lo zoo di Venere è un omaggio esplicito a Vermeer e Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante è dominato dal noto Banchetto di Frans Hals. Parallelamente, sin dagli anni ’90, con i successi cinematografici, tra cui Il ventre dell’architetto (1986) ambientato a Roma, riceve un nuovo impulso l’attività espositiva. Da quel momento, non si contano le mostre e le installazioni multimediali: The Physical Self dedicata al corpo umano al Boymans Museum di Rotterdam (1991), Les Bruits des Nuages sulle molteplici immagini del volo al Louvre (1992), Watching Water incentrata sull’acqua al Museo Fortuny di Venezia (1993) e The Stairs – The Location a Ginevra nel 1994 e i recenti Artworks (2000) e Luper at Compton Verney (2005).

Greenaway incarna la perfetta figura dell’image maker moderno, creatore di immagini del nuovo millennio, abile nell’incastonare gli elementi della tradizione culturale con le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Per questo le sue opere liriche sono completate con schermi e proiezioni, e i suoi film sono completati da installazioni e mostre di quadri.

I progetti concepiti dal 2000 ad oggi testimoniano questa prospettiva artistica. The Tulse Luper Suitcases (2002-2004) comprende la realizzazione di film e dvd, l’allestimento di una serie di installazioni e opere teatrali, l’avvio di siti internet, l’organizzazione di mostre e la pubblicazione di libri d’artista. Proprio un libro d’artista, Tulse Luper in Turin, realizzato nel 2002, in edizione limitata, numerata e firmata, con la copertina in pelle, è interamente dedicato alla città di Torino. Un particolare che testimonia lo stretto legame di Greenaway con l’Italia.

Peter Greenaway Il regista Peter Greenaway alla Reggia di Venaria
Progetto La Venaria Reale

 

Ripopolare la Reggia Ripopolare la Reggia
 

 

Peter Greenaway Il regista Peter Greenaway alla Reggia di Venaria
Progetto La Venaria Reale