DICONO DI NOI

DICONO DI NOI

«Come mi piace la Venaria! Solo, abbandonato nel vasto parco dai miei amici dispersi, ascoltavo i colpi echeggianti dei fucili che potevano ben essere le archibugiate d'una partita di caccia in sul finire del '600 o sul principio del '700, quando la corte si riposava in ozi arcadici o venatorii, dopo i giorni terribili dell'assedio. Il Castello, la mole rossigna dei mattoni grezzi, traspariva tra il verde; e come lo stile del Juvara si armonizzava con la ramaglia degli alberi testimoni dei secoli andati!».
Guido Gozzano, poeta, 5 agosto 1915

 

«Giravo nei sotterranei del castello, che ricordo benissimo, con una di quelle torce di resina che non si spengono mai. Di infernotto in infernotto, sono sceso tre piani sotto terra, sino a che in una sala sono letteralmente esplosi diecimila pipistrelli, che dormivano lì dopo essere entrati dal pozzo dell’infernotto. Sono riuscito a scappare, là sotto non ci sono più tornato».
Tullio Regge, fisico, 1984


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Guido Gozzano Guido Gozzano