Architetto Mirella Macera, la curatrice dei Giardini della Reggia
Progetto La Venaria Reale
I Giardini della Reggia di Venaria
Due gravi lutti ci hanno di recente colpito: è mancata Giulia, la figlia del nostro caro collega Armando Crivelli, e martedì è giunta la notizia che ci ha lasciato, dopo una lunga malattia, l'architetto Mirella Macera, la curatrice dei Giardini della Reggia, uno degli artefici del progetto di recupero del grande complesso.
Mirella, nel 2007, appena inaugurati i Giardini della Venaria, aveva confidato questi pensieri:
«A Racconigi vivo da 25 anni ed ho ormai un legame di simbiosi col Castello. E' un rapporto quasi domestico, di consuetudine familiare e di confidenza. Per Venaria è diverso: i Giardini stessi mi incutono una sensazione di "rispetto". Sarà la loro inarrivabile suggestione spettacolare, l'assolutismo che evocano, lo loro aulicità ...è come se Venaria stesse su un piedistallo, riuscendo così a permearti del suo infinito. A ben vedere è un po' la stessa immagine che ha ispirato il Presidente Ciampi, e che forse attesta più di ogni altra cosa che siamo riusciti nell'intento del recupero non solo dei Giardini, ma anche della loro speciale atmosfera. Il compiacimento per quest'opera è dunque notevole, non lo nego: ma più che artefice di un singolo risultato, mi soddisfa vedermi piuttosto come un anello di quella lunga catena di personaggi, funzionari e tecnici che in ogni epoca si sono susseguiti occupandosi dei "Reali Palazzi" con impegno ed entusiasmo, animati della consapevolezza che la finalità del proprio lavoro è esclusivamente per gli altri».
«E' una perdita enorme per Venaria -ha dichiarato Alberto Vanelli, direttore della Reggia- Mirella è stata una grande innovatrice. Ha saputo sempre coniugare il rigore della tutela con la capacità di modernizzare l'organizzazione dei beni culturali, di promuovere la formazione di giovani, di guardare al di là delle rigidità della burocrazia e degli uffici. L'arch. Macera lascia al Piemonte e a noi due grandi capolavori: il recupero del Castello di Racconigi, di cui da direttore è stata la grande protagonista, e la costruzione dei Giardini della Venaria, due opere pressoché compiute che rimarranno come segni permanenti della trasformazione del Piemonte in una regione orgogliosa del suo patrimonio culturale.
Tutto il personale piange la perdita di una guida e di una generosa e straordinaria amica.
Ciao Mirella, non ti dimenticheremo mai».